COSA FACCIAMO

Istituto Life nasce nel 2003 da un’iniziativa del Prof. Giuseppe Mammana, e svolge da allora attività di formazione personale e professionale orientate al potenziamento e alla crescita della persona. Un team di docenti, composto da psicoterapeuti, counselor, coach, formatori professionisti, con esperienza ventennale coopera e conduce i programmi dell’istituto.

Nati in Puglia, grazie alle numerose iniziative di successo ci siamo sviluppati nel tempo in varie città italiane.

Ci rivolgiamo oggi a coloro che per motivi personali o professionali desiderano crescere, comunicare con efficacia, migliorare le proprie relazioni, raggiungere obiettivi, superare difficoltà e puntare al successo e all’eccellenza.

Il nostro metodo di formazione si fonda su un approccio interattivo. Sia durante le lezioni che nel corso dell’attività pratica, il corsista è continuamente stimolato, individualmente e nel gruppo, ad elaborare i contenuti formativi. Allo stesso modo, lo scambio di opinione e la formazione di nuove idee sono costantemente promosse dai nostri docenti.

L’approccio interattivo è finalizzato a potenziare nel corsista le capacità di ascolto, dialogo, confronto e mediazione, e permette lo sviluppo dell’intelligenza emotiva necessaria per imparare a convivere armoniosamente nel gruppo sociale.

In Istituto Life ci prendiamo cura del corsista dal momento dell’iscrizione fino alla conclusione del suo percorso formativo

Ad ogni corsista sono forniti tutti i materiali didattici, l’accesso gratuito alle pubblicazioni dell’Istituto e l’assistenza personale in ogni sua richiesta da parte della nostra segreteria.

Un clima orientato al benessere ispira tutti i nostri momenti formativi.

Il coaching è una metodologia di sviluppo della persona nella quale un professionista(detto coach) supporta un cliente(detto coachee) per raggiungere uno specifico obiettivo personale o professionale. Il coach aiuta il coachee a sviluppare un più alto grado di fiducia, consapevolezza e responsabilità di se stesso finalizzate all’accrescimento della capacità di scelta e di autonomia.

Una volta identificati i proprio desideri. i propri valori e le proprie scelte, il coach aiuta il coachee ad individuare modi e mezzi personalizzati per il raggiungimento dell’obiettivo.

Il Coach non ‘insegna’ qualcosa al suo cliente: al contrario, lo stimola con continuità a fare ricorso alla propria creatività e alle proprie risorse inutilizzate al fine di raggiungere obiettivi operativi importanti e collocati nel presente e nel futuro personale e professione del coachee.

Il coaching può essere rivolto a persone che vogliono vivere con maggior soddisfazione la loro vita e raggiungere obiettivi significativi. Genitori, adolescenti, imprenditori, professionisti, manager, insegnanti, educatori, atleti e tutti coloro che desiderano migliorare le proprie performance e raggiungere obiettivi particolarmente impegnativi possono essere accompagnati verso il massimo rendimento attraverso un processo autonomo di apprendimento.

L’attività di coaching è spesso affiancata da un termine che ne identifica le finalità e i destinatari: business coaching, life coaching, relationship coaching, parent coaching, leadership coaching, team coaching, executive coaching.

Il coach non cerca di raggiungere risultati di tipo clinico ma solo risultati utili all’accrescimento professionale e delle proprie potenzialità personali.

Il coaching è una disciplina esercitata ai sensi della legge 4/2013.

Questa attività professionale non rientra tra quella relative alla professione di psicologo e i nostri corsi impegnano i partecipanti a non svolgere tali attività salvo che siano iscritti all’ordine degli psicologi.

Il significato del Counseling

Il counseling è una relazione d’aiuto che opera attraverso attività di ascolto attivo, dialogo, sostegno e orientamento, nella quale il cliente può parlare di situazioni problematiche personali e professionali, non di pertinenza dello psicologo, affinchè esse risultino chiare e circoscritte e tali da poter essere oggetto di lavoro e di miglioramento.

Chi è il Counselor?

Il counselor collabora col suo cliente per la determinazione di strategie finalizzate ad affrontare tali situazioni favorendo così anche lo sviluppo della sua consapevolezza riguardo alle risorse soggettive e materiali di cui dispone. In questo senso il counselor incoraggia il cliente a sviluppare ed utilizzare le sue risorse, le sue potenzialità di decisione e soluzione dei problemi aiutandolo a gestire al meglio le proprie relazioni e a migliorare la qualità della sua vita.

Cosa fa il Counselor?

Il counselor promove un clima relazionale che facilita l’autorealizzazione dell’individuo/gruppo e favorisce nel cliente l’autonomia per affrontare e superare le difficoltà.

Insieme al cliente definisce percorsi che implicano un’evoluzione della visione dei problemi e si traducono in azioni concrete e condivise.

In ultimo il counselor accetta incondizionatamente il cliente con autenticità e trasparenza e per tutta la durata dell’intervento gli propone un rapporto paritetico utilizzando un linguaggio comune e comprensibile.

Il counseling è una disciplina esercitata ai sensi della legge 4/2013.

Questa attività professionale non rientra tra quella relative alla professione di psicologo e i nostri corsi impegnano i partecipanti a non svolgere tali attività salvo che siano iscritti all’ordine degli psicologi.

Comunicazione è scambio e condivisione di informazioni tra più persone attraverso la parola, i gesti e i suoni ma soprattutto è confronto di esperienze, emozioni, sentimenti, ideali.

La comunicazione può realizzarsi in maniera orale, scritta, elettronica, non verbale. Nel tempo in cui viviamo comunicare con efficacia è fondamentale tanto per finalità personali che professionali.

Comunicare in modo efficace è una delle dieci life skills identificate dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità come competenze relazionali che rendono la persona capace di trasformare le conoscenze, gli atteggiamenti ed i valori in reali capacità di sapere cosa fare e come farlo.

La comunicazione efficace può influenzare il modo in cui ci sentiamo rispetto a noi stessi e agli altri e il modo in cui noi siamo percepiti dagli altri aumentando la nostra percezione di autoefficacia, autostima e fiducia in noi stessi.

La comunicazione efficace contribuisce alla promozione del nostro benessere mentale. Comunicare in modo efficace significa fare in modo che il messaggio trasmesso all’altro arrivi in modo da poter essere compreso ricordando che possono esserci interferenze sia esterne che interne (emozioni e pensieri) che disturbano l’espressione o la comprensione del messaggio.

Istituto life promuove iniziative di formazione volte a sviluppare le capacità di comunicazione efficace sia verbali che non verbali con finalità di utilizzo personale e professionale.

CORSI DISPONIBILI

Prevenzione violenza di genere: forum conclusivo

Si terrà giovedì 18 settembre alle ore 17:00 presso la sala ‘Rosa del Vento’ della Fondazione dei Monti Uniti a Foggia il forum conclusivo del Corso di formazione sulla prevenzione della violenza di genere, svoltosi da marzo a giugno 2025 presso la sede della Fondazione La Picarella – Famiglia Patella e Carlo Ricchetti – ETS a Castelluccio Valmaggiore e che ha visto la partecipazione di insegnanti, genitori e operatori sociali interessati ad approfondire questa sensibile tematica.

Il forum conclusivo sarà incentrato sugli aspetti legali e sui servizi attivi sul territorio – scuola, servizi sociali, associazionismo – come strumento di contrasto ai fenomeni maltrattanti.

Al termine del corso sarà rilasciato l’attestato di frequenza

Vi aspettiamo!

Forum conclusivo del Corso di formazione Educare alla parità di genere e prevenire ed agire nella violenza di genere

Promosso da Rotary Club Foggia, in collaborazione con la Fondazione La Picarella – Famiglia Patella e Carlo Ricchetti – ETS e le associazioni Crescere Onlus Istituto Life, con il patrocinio del Comune di Foggia e il partenariato della Fondazione Monti Uniti di Foggia e la Banca di Credito Cooperativo San Giovanni Rotondo, questo interessante incontro svoltosi nel tardo pomeriggio di giovedì 18 settembre ha visto la partecipazione di un variegato pubblico tra docenti, operatori sociali e genitori.

Nella bella sala ‘Rosa del Vento’ della Fondazione Monti Uniti, i relatori intervenuti hanno evidenziato gli aspetti pratici e operativi – prevenzione, tutela, servizi – utili a contrastare il fenomeno della violenza di genere, purtroppo sempre più diffuso, e che non di rado ha come ‘protagonisti’ anche i giovanissimi.

I lavori hanno avuto inizio con i saluti dell’avv. Elvira Prencipe, presidente del Rotary Club Foggia; della prof.ssa Maria Aida Episcopo, sindaca del Comune di Foggia;del cav Pasquale Marchesesindaco del Comune di Castelluccio Valmaggiore; dell’ingegner Vittorio Pompa, presidente della Fondazione la Picarella, che ha ricordato la fondatrice, la nobildonna Maria Patella.

Punto di partenza del Forum, la scuola come luogo di osservazione del comportamento e delle modalità di socializzazione di bambini e ragazzi, poichè attraverso uno sguardo attento è possibile evincere la presenza di eventuali situazioni di disagio familiare. Questa tematica, trattata durante gli incontri del Corso di formazione, è stata ben spiegata dal dottor Giuseppe Mammana, psichiatra forense e psicoterapeuta, nonchè direttore scientifico del Corso, che ne ha individuato l’origine nelle relazioni di attaccamento disfunzionale con le figure genitoriali: l’insicurezza che ne deriva infatti predispone il bambino o la bambina a vivere da adulti una condizione relazionale di ‘vittima’ e/o ‘carnefice’, e quindi più facilmente inclini a instaurare legami di dipendenza affettiva con soggetti maltrattanti o a sviluppare essi stessi comportamenti maltrattanti.

Molto può fare la scuola al fine di prevenire e, talvolta, ‘correggere’ determinati comportamenti: come illustrato dalla prof.ssa Antonella Quarato, docente, è fondamentale affiancare alle attività didattiche anche attività ludico/ricreative di gruppo, mirate a far sperimentare concretamente, a bambini e ragazzi, il valore del rispetto delle peculiarità uomo/donna e la ricchezza della complementarità. Già a partire dalla primaria, i bambini possono essere impegnati in giochi educativi come la ‘staffetta della collaborazione’, o ‘il gioco delle coppie inclusive’, che si basa sull’intercambiabilità di professioni e mestieri: il fine è quello di abbattere gli stereotipi di genere che incasellano determinati lavori come esclusivo appannaggio di uomini o donne. Ovviamente, la tipologia delle attività varia in base all’età del gruppo classe: con i ragazzi dai 14 ai 18 anni si deve lavorare prevalentemente sul piano cognitivo e un’attività utile può essere, ad esempio, quella di far scrivere loro una ‘lettera contro la violenza’ ad un destinatario a scelta: si tratta di un’attività utile a mettere fuori le emozioni, riconoscerle ed elaborarle. Resta però il fatto, ha concluso la relatrice, che alla base di tutto il lavoro che la scuola può fare c’è sempre il nucleo familiare a fungere da pilastro fondamentale nella formazione dei ragazzi: l’importanza di dire anche dei sani ‘no’ ai propri figli li predispone a gestire in modo più funzionale la normale frustrazione che deriva da un rifiuto, da un brutto voto o da un’aspettativa mancata.

Sempre riguardo alla prevenzione della violenza di genere, la prof.ssa Maria Alba Pugliese, dirigente scolastica, ha evidenziato come la Convenzione di Istanbul del 2011, primo trattato che affronta il tema giuridicamente nella sua interezza – prevenzione, protezione delle vittime di violenza di genere, persecuzione penale dei reati e promozione di politiche integrate per arginare il fenomeno – sia un complesso di norme relativamente recente, perciò non ci sarebbe molto da stupirsi se il principio della parità di genere faccia fatica a rimuovere stereotipi profondamente radicati e ad attecchire. Lo stesso discorso vale per la legge n. 107 del 13 luglio 2015, che impone alle scuole di promuovere l’educazione alla parità di genere e la prevenzione di violenza e discriminazioni: trattandosi di una normativa introdotta una decina d’anni fa, i retaggi sono ancora molto forti e, in buona sostanza, siamo ancora agli inizi di un’operazione di prevenzione e educazione. Altro aspetto evidenziato dalla relatrice è poi quello legato al mondo del lavoro: se la scuola fornisce gli strumenti educativi per insegnare agli adulti di domani a costruire un mondo fondato sui princìpi di parità di genere, questo dovrebbe poi tradursi anche sul piano lavorativo e sulla capacità di creare ambienti che favoriscano pari opportunità di crescita.

Il tema della violenza di genere nell’ambito del diritto penale, affrontato dall’avv. Giulio Treggiari, penalista del Foro di Foggia, ha inevitabilmente posto l’accento sul ‘Codice rosso’, ossia la legge che a partire dal 2019 prevede l’introduzione di nuovi reati – come il revenge porn -, l’inasprimento delle pene per chi commette reati di violenza e stalking e l’utilizzo di strumenti deterrenti – come il braccialetto elettronico – per contenere e controllare i comportamenti persecutori di uno stalker. La legge trova la sua applicazione nell’ambito familiare, delle relazioni affettive e della violenza di genere: tutti contesti in cui, ancora una volta, si rivela l’urgenza di lavorare sulla prevenzione e sulla promozione dell’importanza dell’indipendenza economica come primi strumenti di affermazione di sè stessi e della propria libertà.

Tra i contesti lavorativi che favoriscono la promozione della parità di genere c’è la BCC San Giovanni Rotondo, rappresentata dal suo direttore generale, dott. Luca Pin, che nel corso del suo intervento al Forum ha sottolineato come la centralità della persona sia un principio guida fondamentale per il suo gruppo di lavoro: la BCC San Giovanni Rotondo lo scorso dicembre ha infatti ricevuto la Certificazione Parità di Genere, un riconoscimento che si inserisce nell’ambito delle iniziative per le Pari opportunità del PNRR e attesta le misure adottate da un’azienda per favorire inclusività e valorizzazione della diversità.

Un valido strumento di supporto e vicinanza alle famiglie con minori e anziani presente sul territorio è fornito dall’associazione AdiFam, rappresentata dall’avv. Raffaele di Mauro, che ha sottolineato soprattutto l’importanza dell’esempio concreto quotidiano da mostrare ogni giorno a bambini e ragazzi per educarli al meglio al rispetto dell’altra persona e alla parità di genere.

Le conclusioni di questa istruttiva giornata, che ci ha reso tutte e tutti più consapevoli, sono state affidate alla prof. Irene Sasso, componente del CdA della Fondazione Monti Uniti e al dott. Renato Martino, assistente del governatore del Distretto 2120 Rotary International, che hanno evidenziato come dai temi trattati, attualissimi, siano scaturite riflessioni importanti e condivise.

Daniela Palmieri

ACCREDITAMENTI

I corsi dell’Istituto Life sono accreditati presso l’Agenas con ECM per gli operatori sanitari e presso il Miur nella piattaforma Sofia per il personale docente.

I corsi sono anche accreditati presso l’Ordine Nazione degli  Assistenti Sociali e certificati secondo i criteri ISO 9001

L’accreditamento dei corsi dell’Istitituto Life avviene tramite l’Associazione Crescere Onlus. attiva dal 1993 come provider dedicato agli accreditamento presso Agenas-Ministero della salute, Miur-Piattaforma Sofia, Ordine Nazionale degli Assistenti Sociali, sistema di certificazione ISO 9001